Compost

La campagna deve puzzare? Che cosa rivela l’odore del letame

Il letame fresco ha un odore, ma un forte fetore di putrefazione non è inevitabile. Ammoniaca, idrogeno solforato e composti volatili raccontano che cosa accade.

Letame e decomposizione — BioFarmLab

No. Un odore pungente di letame o liquame non è una caratteristica inevitabile dell’azienda agricola. Indica quali composti si disperdono e in quali condizioni avviene la decomposizione.

Che cosa puzza davvero?

Nel materiale umido, accumulato e poco aerato possono formarsi o liberarsi:

  • ammoniaca, dall’odore pungente e irritante, con perdita di azoto,
  • idrogeno solforato, responsabile dell’odore di uova marce,
  • acidi volatili e altri prodotti di decomposizione, che danno odori acidi e putridi.

Anche il metano si forma senza ossigeno, ma è inodore.

L’odore non racconta tutto. Un forte fetore segnala però che una parte del processo procede in una direzione indesiderata.

Conservare e compostare sono cose diverse

Un mucchio di letame abbandonato a sé stesso non diventa automaticamente compost gestito correttamente.

Nel compostaggio attivo è importante l’ossigeno. Se il materiale si compatta troppo o diventa anaerobico, ritornano i processi responsabili degli odori putridi.

Aspettare non equivale quindi a gestire un processo biologico.

L’odore non è un test di sicurezza

L’assenza di cattivo odore non significa che il materiale sia sicuro o maturo.

Il letame crudo può contenere patogeni. Una fase termofila ben condotta può ridurne fortemente alcuni, ma deve svolgersi davvero: lasciare il materiale in un mucchio non basta.

Lo abbiamo documentato con il nostro letame: che cosa è cambiato dopo 3, 7 e 21 giorni di compostaggio.

Quando il cumulo comincia a puzzare

Mascherare un odore intenso non risolve il problema. Bisogna cercare la causa del cambiamento delle condizioni.

Di solito occorre valutare umidità, aria, struttura e composizione del materiale. Il solo odore non indica quale fattore sia responsabile.

Fonti